Jeeg scratch building – parte 1

Dopo la precedente esperienza con la carta mi sono ho deciso di farmi un altro modello di Jeeg Robot d’acciaio, ma stavolta autocostruito con tutto quello che mi capita

Il concept è di avere un modello che stia a metà tra un EVA e il Jeeg originale.
Della serie Neo Genesis Evangelion, mi ha colpito molto quando l’EVA01 va in berseker… non so ancora bene cosa verrà fuori, ma penso di voler fare Jeeg in berseker, sarà un modello che nasce costruendolo ma eccovi degli schizzi iniziali

Con l’esperienza maturata con la carta ho cominciato un torace di nuova forma, di tutte le componenti farò le bozze in carta, ma poi userò il plasticard nel definitivo per riuscire a rifinirlo meglio

La mano, o almeno la prima fase da rifinire, quello che vedete è costruito con: per la parte del dorso/palmo con dei listelli di sprue a sezione trapezoidale incollati affiancati e opportunamente modellati con il cutter, userò poi dello stucco per bombare il dorso. Le dita hanno un telaio in filo di rame, ma le singole falangi sono pezzi di sprue a sezione tonda bucati e infilati sul telaio; le giunture delle falangi saranno in tubicino di gomma (da un kit moto della tamiya) e dove servirà un po’ di stucco

Ho iniziato anche la testa

nel frattempo mi sono posto il problema degli snodi, perché vorrei mantenere il modello mobile in alcune sue parti, la testa ad esempio.
La prima soluzione era prendere dal giappone i componenti appositi, ma il costo per la spedizione è enorme.
Altra possibilità è attingere ai pezzi lego technic , ma poi mi sono illuminato!
La mia ragazza si sta mettendo un collirio in fialette di plastica e la parte che viene strappata casualmente è semisferica, e allora con delle banalissime perline da merceria il gioco è fatto!

infatti ecco la giuntura fra testa e collo.
Così la testa può ruotare di 360° e fare un su e giù limitato di un 5° circa.
Lo posizionerò o che ulula verso l’alto o proteso in avanti un po’ gobbo… non so ancora

ho finito la testa, qui potete vedere l’evolversi delle fasi

ed ho iniziato il busto in plasticard

Dovrò fare un telaietto interno per reggere tutte le componenti e garantire la snodabilità

Mi sono quindi dedicato alla spalla ed ho trovato dei fantastici pomelli da mobile che fanno al caso mio, a cui ho messo la solita sferetta per avere lo snodo

Frattanto ho anche ultimato le mani… con le solite sferette per avere lo snodo dei polsi

Per le braccia il materiale di partenza sono dei pennarelli esausti

Per le giunture più grosse, quali i gomiti e le ginocchia ho iniziato la produzione di snodi sferici, imitando il Revolverjoint della Revoltech. Il materiale sono delle sfere di legno e pezzi Lego Technic.
Così facendo, grazie agli incastri del Lego, sarà tutto separabile e completamente snodabile.

Dopo alcune osservazioni di un amico ho applicato una piccola modifica al torso per dargli più “corpo”:

Nonostante il buon risultato e il grande lavoro che ho dovuto fare per costruire i giunti, non mi soddisfacevano in pieno, più che altro perché il diametro delle sfere è eccessivo, anche se di poco.
Così alla ricerca di un’alternativa ho trovato una soluzione che avrebbe potuto anche venirmi prima per quanto era ovvia, semplice e migliore… 😥 ovvero sfruttare le costruzioni magnetiche che oggi vanno tanto!!!
Ed ecco il risultato dell’applicazione dei magneti e delle sfere d’acciaio, decisamente meglio, anche esteticamente oltre che essere decisamente in linea con il personaggio originale:

Risolto il problema delle giunture ho cominciato a finalizzare gli avambracci aggiungendo le decorazioni, così con il solito sprue e un paziente lavoro di lima e cutter ecco il risultato:

Ho iniziato a pensare l’addome, per primo l’ombelico, grazie ai soliti utilissimi pennarelli esausti 😀

Si è resa necessaria una pausa riflessiva che mi ha consentito di produrre nuovi schizzi per capire come proseguire il lavoro

Ho quindi proseguito il lavoro sul torso


Ho finito il torso.

Qui vedete il modulo del bacino con tutte le sue calamitine

e qui il torso assemblato… tutto snodato

e in definitiva la prova di assemblaggio di quello che è pronto per ora

Adesso mi aspetta la parte più difficile, le gambe… e invece no man mano che vado avanti mi vengono in mente modifiche.
Così per migliorare la mobilità delle braccia a livello delle spalle ho modificato la giuntura adottando anche lì la calamita e le sfere di acciaio

Intanto sono comunque andato avanti iniziando le gambe.
Qui vedete una prima prova di posizionamento dell’abbozzo della coscia.

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